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ARBUTINA
Principali indicazioni: macchie scure, iperpigmentazione
ATTIVO PURO A72
Sintesi bibliografica
 
  • Nome INCI : ARCTOSTAPHYLOSUVA URSI LEAF EXTRACT
  • Estratto di foglie di Uva Ursina (Arctostaphylos uva ursi), titolato in Arbutina (tenore > 20%)

 

 

L’arbutina, un derivato dell’idrochinone, è una sostanza attiva naturale presente nelle foglie dell’uva ursina  (bearberry) o Arcthostaphylos uva-ursi. Molto diffusa in Giappone e nel resto dell’Asia, questa pianta è utilizzata per sbiancare la pelle, attenuare le maschere della gravidanza, i melasmi e i segni lasciati dai colpi di sole, oltre che per regolare melanogenesi.

  • MECCANISMI DI AZIONE / PROVE DI EFFICACIA
In applicazione topica, l’arbutina è considerata un agente depigmentante della pelle [1, 2].
L’arbutina è un derivato dell’idrochinone, ben noto per le sue proprietà depigmentanti. L’idrochinone è il depigmentante di riferimento utilizzato in dermatologia (solo dietro prescrizione medica), sotto forma di preparazioni magistrali con concentrazioni comprese tra il 2% e il 5%.
L’arbutina è meglio tollerata rispetto all’idrochinone e può essere utilizzata in campo cosmetico.
Questo principio attivo inibisce efficacemente l’attività della tirosinasi e, di conseguenza, la produzione di melanina [3, 4, 5].
Consente di accelerare la decomposizione e lo smaltimento della melanina. Grazie ad analogie strutturali con i substrati della tirosinasi, l’arbutina agirebbe in base ad un meccanismo di competizione, legandosi ai siti attivi dell’enzima [6].
Inoltre, l’arbutina è in grado di inibire la DHICA polimerasi (acido 5,6-diidrossi-indolo-2-carbossilico), prodotta dall’ossidazione della tiroxina da parte della tirosinasi [7].

 

  • IL PARERE DEL NOSTRO ESPERTO
Dal punto di vista chimico, si tratta di un derivato glicosilato dell’idrochinone, principio attivo di riferimento nell’inibizione della tirosinasi e della pigmentazione.
L’utilizzo sotto controllo dermatologico dell’idrochinone avviene a concentrazioni elevate, dell’ordine del 5%, spesso in associazione con l’acido retinoico e un corticoide (Trio di Kligman).
L’arbutina è meglio tollerata rispetto all’idrochinone, ma occorrerebbe tenere conto del rapporto di peso molecolare per confrontare le dosi efficaci.  La letteratura riporta utilizzi in concentrazioni dell’1% ÷ 3%; è possibile compensare il minore effetto rispetto al migliore trattamento dermatologico attraverso associazioni adeguate (ad esempio, vitamina C, vitamina PP e andrografolide o glabridina).
L’acido glicirretinico (2%) potrà migliorare la tolleranza. Sono indicati anche alcuni estratti contenenti le diverse frazioni attive della liquirizia.
Compatibilmente con la tolleranza individuale, disponiamo di una serie piuttosto vasta di principi attivi per ottenere risultati apprezzabili.
Sarà importante in ogni caso prevedere una protezione UVB e UVA elevata (ad esempio, 50+B, 35 A), per minimizzare l’induzione legata alla luce ed ottenere la migliore tolleranza possibile.

 

  • DOSE EFFICACE
L’insieme delle pubblicazioni e degli studi scientifici, gli impieghi abituali di questo principio attivo e il parere del nostro esperto, ci hanno indotti ad utilizzare l’Attivo Puro Arbutina alla dose di 150 mg per flacone.

 

  • RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] Inhibitory effect of arbutin on melanogenesis : Biochemical study in cultured B16 melanoma cells and effet on UV-induced pigmentation in human skin. Akiu S et al. Proc Jpn Soc Dermatol, 12:138-139. 1988.
[2] Efficiency ellagic acid and arbutin in melasma: a randomized, prospective, open-label study. Ertam I et al. Journal of Dermalotogy, 35(9): 570-574. 2008.
[3] In vitro effectiveness of several whitening cosmetic components in human melanocytes. Maeda K and Fukada M. J Soc Cosmet Chem, 42(6):361-368. 1991.
[4] Effect of arbutin on melanogenic Proteins in Human Melanocytes. Chakraborty AK et al. Pigment cell Res, 11(4):206-212. 1998.
[5] Inhibitory Effects of α-arbutine on Melanin Synthesis in Cultrured Human melanom Cells and a three-Dimensional Human Skin Model. Sugimoto K et al. Biol Pharm Bull, 27(4):510-514. 2004.
[6] Arbutin: mechanisme of its depigmentating action in human melanocytes culture. Maeda K and Fukuda M. J Pharmacol Exp Ther. 276(2):765-769. 1996.
[7] DeoxyArbutin : a novel reversible tyrosinase inhibitor with effective in vivo skin lightening potency. Boissy RE et al. Exp dermatol, 14(8): 601-608. 2005.

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